INCIPIT

"Qui tutto cambia e s'espande
com'è pura l'aria,
radiosa la luce del giorno
immenso il lontano orizzonte
libertà, ridiscendi dai cieli
che ricominci il tuo regno
libertà libertà."

Dal Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini


VIVA L'ITALIA, di Francesco de Gregori


Avvertenza


L’autore di queste immaginarie conversazioni depreca il razzismo e il maschilismo, e ritiene che una sessualità vivace, libera ma responsabile, vada incoraggiata tanto negli uomini quanto nelle donne di qualsiasi orientamento.
Detto ciò, l’autore vuole mettere al corrente chi volesse cominciare a studiare l'italiano, che la cultura di questo paese, come tutte le culture di cui l’autore è a conoscenza, è maschilista e, perlomeno fino a tempi molto recenti, vedeva con sospetto, se non addirittura con feroce ostilità, le donne che non reprimevano la loro sessualità.
Troviamo un’eco immediata di questa mentalità nel fatto che, per offendere una persona di sesso femminile, niente è più efficace di dirle che è una puttana.
Usando un po’ di fantasia in più, e aggiungendo elementi di razzismo, si può arrivare ad attribuire a una signora che giudichiamo particolarmente sgradevole, il desiderio di essere ripetutamente penetrata da un gruppo di uomini di colore (per quanto vi riteniate liberi da qualsiasi immagine stereotipata, sono sicuro che avete già capito perché abbiamo scelto gli uomini di colore in questa occasione). Quest'immagine è ancora percepita dai più come estremamente degradante.
Notiamo altresì che c’è un modo di insultare una donna che può sembrare diametralmente opposto a quello appena illustrato, ma che affonda le sue radici nello stesso tipo di cultura: attribuire le cause del comportamento ostile e aggressivo di una donna, all’astinenza sessuale di questa. Si parla in questi casi della mancanza di conforto dell'organo sessuale maschile, l’onnipresente “cazzo” del turpiloquio degli italiani.
L’autore di questo dialogo non crede molto nel linguaggio politicamente corretto, perché ritiene che il modo di parlare, scherzare e offendere, sia influenzato dalla mentalità dominante molto di più di quanto non accada il viceversa, e perché ritiene che un atteggiamento interiore liberale e aperto, quando fa autenticamente parte del nostro modo di essere, non può in alcun modo essere corrotto o indebolito dall’uso di espressioni che devono la loro origine allo sciovinismo. Certamente ognuno di noi tende a usare le espressioni che più su avvicinano alla nostra personalità, ma non ritengo pericoloso indulgere occasionalmente in palesi ed evidenti esempi contrari alla suddetta tendenza.

Tutto questo per giustificare la libertà di linguaggio che mi sono preso.


domingo, 30 de janeiro de 2011

Lezione 2, conversazione


UN'IMPIEGATA OSTILE

Siamo in un ufficio pubblico. Una signora si avvicina a uno sportello per riirare un documento, e comincia a parlare all'impiegata.

Signora Rossi (A): Buon giorno signora. Sono venuta a ritirare il documento che avevo richiesto la settimana passata. Si ricorda?

Signora Guerra, impiegata del comune (B): Non mi posso ricordare di tutti quelli che vengono qui. Come si chiama lei? Di quale documento sta parlando?

A: Ma come signora, già si è scordata? Abbiamo parlato molto a lungo l’ultima volta che sono venuta, ed era solo giovedí della settimana scorsa. Sono Eliana Rossi, le ho chiesto il certificato di abilitazione A 66. Mi ha detto di venire oggi.

B: Non posso aver detto questo. Ci vuole molto tempo per preparare il certificato A66, sicuramente non è ancora pronto. Torni la settimana prossima.

A: Signora, mi hanno già detto in molti che sono in realtà necessari solo pochi minuti per preparare l’A66. E poi, se non si ricorda neanche la mia faccia, come può essere sicura che il mio documento non è pronto? Non ha neanche guardato. Mi aiuti per piacere, si tratta di un documento molto urgente.

B: Signora, qui abbiamo molto lavoro e non abbiamo tempo da perdere. Se le ho detto di tornare la prossima settimana è perché prima della prossima settimana il documento non è pronto. Ha capito? AVANTI IL PROSSIMO!!

A: No la prego aspetti, ci deve essere un errore. Sono sicura che mi ha detto di tornare oggi. Per piacere, le ripeto che è molto importante per me. La prego, sia comprensiva.

[Da questo punto in poi, l'aggressivitá della situazione diventa palese ed esplode in tutta la sua potenza verbale. Le espressioni volgari sono segnalate in rosso.]

B: Adesso sono stufa, si tolga dalle palle!

A: Ah, è lei che è stufa? Mi fa tornare dopo una settimana per prendere un documento che si prepara in cinque minuti. Mi ha costretto a prendere inutilmente un giorno di ferie, e neanche le basta, mi manda a casa senza niente un'altra volta!! Ed è lei a essere stufa??!! Lei non può trattare le persone così!

B: Guardi che se non va via chiamo la polizia.

A: Guardi che se non mi dà il documento le spacco quella faccia di merda. Ho una grande voglia di prenderla a cazzotti finché non cade per terra, e poi a calci fino a lasciarla in una pozza di sangue! Lei è una stronza! Ma perché non si fa scopare dai Chicago Bulls, TUTTI! Le farebbe molto bene!!

B: Non faccio certe cose perché non sono una puttana come lei!

A: E invece secondo me lei ha una gran voglia di cazzo, ma non fa certe cose perché non trova un cane che la voglia toccare, se non per romperle tutte le ossa. Ecco perché non fa certe cose. Guardi che se non sta attenta prima o poi qualcuno le dà una bella lezione, e le fa molto male. Anzi, sa che le dico? Se un giorno sente una bastonata aprirle il cranio, sa chi ringraziare.

B: Guardi che si può finire in galera per dire certe cose!!

A: E per farle anche!! Già sono stata dentro e so quello che sto dicendo: dieci anni passati in galera sarebbero dolci, sapendo che le ossa di una lurida troiaccia come lei si sono spezzate, una a una. Le auguro una tranquilla attesa di questo momento.

[La conversazione torna a usare toni civili. Ma questa volta la calma è reale, non solo una facciata come all'inizio]

B: No aspetti, forse si può arrivare ad un accordo.

A: Ha cambiato idea?

B: Mi faccia vedere se il documento è pronto. [dopo 5 minuti] Eccolo. È questo che voleva, vero?

A: Grazie signora, sono molto felice che lei abbia cambiato atteggiamento. Cerchi di comportarsi bene in futuro, conviene a tutti.

B: [Piangendo] Delle volte essere villana è più forte di me, non so che mi prende.

A: [Accarezzando l'impiegata] La capisco. Senta, ho un amico del Senegal che la potrebbe aiutare, fa dei massaggi rilassanti eccezionali. E poi, se ha dei problemi, lui la sta a sentire con molto interesse. Prende solo cinquanta euro all’ora. Vuole il suo numero di telefono? Si tratta di una persona molto discreta.

B: Ma signora, cosa dice?

A: Io lascio qui il suo biglietto da visita. Faccia come crede. Buona giornata

B: Grazie e buona giornata a lei. [Si asciuga le lacrime] AVANTI IL PROSSIMO!!